Irene Vigevani Cattaneo nasce il 15 dicembre 1904 a Roma, dove il padre è ufficiale di stato maggiore.

Trascorre l'infanzia e frequenta la prima scuola a Torino. Nel 1917, a tredici anni, ascolta una conferenza a Orvieto alla fine della quale la sua anima è ricolma di gratitudine perché sente di poter dire "è vero", e si augura di poter un giorno parlare in modo tale che chi l'ascolta possa dire altrettanto.

A Milano si trasferirà più tardi, per frequentare l'università e laurearsi a pieni voti in storia dell'arte e delle religioni con il professor D'Ancona.

Grazie alla posizione del padre frequenta un mondo colto e altolocato, con un grande senso della patria e del dovere. Quando, attraverso il futuro marito, conosce l'ambiente ebraico, è felice di guardare al mondo intero tramite l'incontro con altre culture.

Giovanissima insegna al liceo Beccaria di Milano; in collaborazione con il professor Paolo D'Ancona e la compagna di studi Fernanda Wittgens scrive il primo testo di storia dell'arte, dopo aver pubblicato la biografia di Salvator Rosa. 

Sposa nel 1930 Dante Vigevani, incontrato all'età di diciassette anni.
Si trasferisce in Francia dove tiene conferenze d'arte al consolato italiano e in altri luoghi. Incontra inoltre gente dell'ambiente antroposofico, tra cui Alfred Meebold e Lina Schwarz.
Inizia la stesura dell'inedito Sulla soglia.

Nel 1937, a trentatre anni, l'anemia che l'accompagnerà tutta la vita peggiora. Quando si riprende sente che la sua vita ha una svolta: da "passiva" è diventata "attiva".

Trascorre la Pasqua del 1938 a Dornach. Durante un viaggio con il marito in Normandia e in Bretagna, passa da Moulins a pochi passi dalla Sourdière, una fattoria dove si trasferiranno in seguito alle leggi razziali.



Nel 1939 comprano La Sourdière, dove Irene può finalmente agire nell'attività antroposofica. Con i Coroze e i Perichon fondano una comunità per un lavoro pedagogico steineriano e di agricoltura biodinamica, al quale collabora anche Ehrenfried Pfeiffer.

Alla fine del 1939, durante un viaggio in Italia, ad Arcisate comprano La Monda, conosciuta e ammirata in precedenza, e finalmente in vendita.

Nel 1940 con Lina Schwarz, Rinaldo Küfferle, Silvia e Willy Schwarz e Anna Budit fondano il  gruppo di lavoro antroposofico.

Alla Monda affluiscono molti sfollati per la guerra, soprattutto bambini, e vengono accolte molte persone in difficoltà.
Irene tiene a bada tutti: sani, malati, vecchi, rifugiati con le loro grandi e piccole tragedie.

Intanto, nel 1943, l'ingegner Dante Vigevani, Lina Schwarz e altri parenti sono costretti a fuggire in Svizzera. Nel 1945 la famiglia si ricompone.

Dal 1946 collaborano a La Monda Teresa e Natale Rocchi; in questi anni  con Lavinia Mondolfo ed Elisabetta Pederiva partecipa alla creazione della prima scuola Waldorf a Milano. Inizia la formazione degli insegnanti, che continuerà per lunghi anni.

Nel 1950 escono i suoi libri Vita colorata di Renoir e Mendicanti, collabora con la rivista "Antroposofia" e continua a scrivere saggi e articoli vari, tiene conferenze e insegna nei licei di Varese e Gallarate.

Anche in tempo di pace La Monda dei Vigevani è aperta a tutti: chi arriva trova due persone di grande cultura, disponibili a occuparsi di grandi e piccini, dei loro problemi, e pronte sempre a dare, con grande generosità. Da La Monda sono passati amici, conoscenti, collaboratori da tutte le parti del mondo. Lina Schwarz vi ha soggiornato a lungo. (La sua preziosa biblioteca, come quella di Irene e Dante, saranno presto disponibili a tutti gli interessati, anche su Internet.)


Nel 1957 pubblica Pittori, nel 1958 Scultori, nel 1960 Il Barocco, nel 1974 Le vie del tempo.
Nel 1978 muore Dante Vigevani.
Nel 1982 a Milano, presso la sede della Società Antroposofica in Italia, viene organizzata la prima mostra di pittura dei suoi studi sulla cupola del primo Gotheanum, sullo Zodiaco, sullo Zodiaco e l'uomo, sul Cristo eterico.
Nel 1986 la seconda mostra sui suoi studi antroposofici e sulla sua ricerca artistica.

Fino alla sua morte, avvenuta il 2 ottobre 1996, risponde con entusiasmo a ogni richiesta, sia per conferenze sia per seminari e corsi. Si prepara a lasciare La Monda alla Società Antroposofica in Italia, per la realizzazione di un progetto antroposofico e di una piccola azienda biodinamica, "sempre anelando che quanti leggono e ascoltano il suo lavoro possano, senza difficoltà, dire sommessamente 'è vero'."

 

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